PONT, LA PORTA DEL GRAN PARADISO

 Le valli Orco e Soana che si biforcano poco a monte del paese, sono la "porta d'accesso" al versante canavesano del Parco Nazionale del Gran Paradiso, la vasta area di natura alpina protetta tra le più antiche (è stato creato nel 1922) e famose d'Europa. Su entrambi i valloni domina, dall'alto dei suoi 3164 mt, la Rosa dei Banchi, una delle cime piu' conosciute della valle. Pont Canavese (mq 451), con i suoi 4000 abitanti è la cittadina piu' importante delle due valli e, forte della sua posizione strategica, è il naturale punto di incontro e di raccordo tra le due realtà valligiane.

PONT:   UNA   COMUNITA'     UNA   STORIA

Pont Canavese sorge alla confluenza delle valli dell'Orco e della Soana in una posizione che in passato gli valse un ruolo strategico dal punto di vista difensivo, dei commerci e dello sfruttamento energetico. E' un insediamento antico a cui i romani si riferivano con l'espressione "ad duos pontes" perché per raggiungere il borgo occorreva attraversare i ponti costruiti sui due torrenti Orco e Soana. Le due valli omonime collegavano la regione Canavese da una parte con la Vanoise e la Val d'Isère nel Delfinato e, dall'altra, con la Val di Cogne e Aosta. Prima della costruzione delle ferrovie e delle autostrade, Pont era il crocevia di un importante sistema di comunicazione transalpina, area di scambio mercantile e punto di incontro di diverse culture. Per questo intorno all'anno Mille il marchese d'Ivrea Arduino, primo re d'Italia (1002), fece fortificare Pont per resistere all'assedio dell'imperatore Enrico II. Risalgono a quell'epoca le torri e i baluardi difensivi che ancora rimangono e caratterizzano in maniera così suggestiva il profilo urbanistico dell'abitato contro lo sfondo delle montagne. Nel 1110 l'imperatore Enrico V assegnò le valli e il borgo ai conti del Canavese, discendenti di Arduino, il cui albero genealogico era diviso nelle due casate rivali dei San Martino e dei Valperga che vantavano entrambe diritti feudali su Pont. Gli abitanti del borgo si trovarono così al centro della lunga contesa con imposizioni dall'una e dall'altra parte. L'esasperazione li indusse ad aderire alla rivolta antinobiliare dilagata nel Canavese alla fine del secolo XIV. Nel 1389, in forza di un lodo arbitrale del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, la comunità passò sotto la giurisdizione di Amedeo VII di Savoia, il Conte Rosso, che già aveva ereditato dal padre il resto del Canavese. In quel periodo il borgo aveva acquistato una certa agiatezza, grazie anche alle attività artigianali svolte dai suoi abitanti e per questo fu anche oggetto di scorribande da parte dei predoni. Nel Cinquecento e nel Seicento, a causa della politica dei Savoia nel teatro europeo, Pont per la sua posizione strategica fu teatro di violenti combattimenti fra le truppe francesi e spagnole che devastarono i castelli, risparmiando soltanto le due torri ancora oggi esistenti. A partire dalla prima metà del secolo XVIII si intensificò l'attività commerciale con la regolare istituzione di fiere e mercati a cui affluivano a dorso di mulo mercanti della Savoia e del Delfinato, della Valle d'Aosta, del Piemonte e della Liguria. Fino al 1789 la attuale pieve romanica di santa Maria in Doblazio, arroccata sul monte Uliveto, fu la chiesa parrocchiale di Pont, sorta probabilmente su un luogo di culto pagano, restaurata da Arduino dopo la ritirata dell'imperatore Enrico II e ristrutturata nel secolo XVIII nella forma attuale. La planimetria trapezoidale e i due archi frontali del presbiterio ne fanno un unicum nella architettura ecclesiale, spiegabile sicuramente con la conformazione e ristrettezza del luogo. Il nucleo medioevale di Pont è rimasto fortunatamente intatto con la lunga via del Commercio (ora Caviglione) che si snoda come spina dorsale del centro urbanistico, con i suoi portici bassi e protettivi su cui si affacciavano le antiche botteghe degli artigiani del rame, del ferro e del legno. Qui era anche il centro dei mercati e delle fiere.

 

LE NOTIZIE STORICHE

 

Posto sulla penisola di confluenza dei due torrenti Orco e Soana, Pont Canavese era già caratterizzato ai tempi dei Romani dai due ponti da cui trae il nome "AD DUOS PONTES". Compare per la prima volta in un diploma del 1110 con cui l'Imperatore Enrico I conferiva ai conti del Canavese, tra le altre terre, anche Pont. I suoi Statuti risalgono al 1300 e servirono di modello per tutti gli altri del Canavese. Importante borgo all'epoca feudale, fu teatro di lotta al tempo delle rivalità tra francesi e spagnoli. Rimase completamente distrutto il 12 settembre 1552. Ne sono testimonianza i tronconi delle due torri : la torre Ferranda, che si erge su una rupe a destra entrando nel paese, a cui fa rimando, dalla parte opposta, la torre Tellaria. Congiunte un tempo da mura, restano a testimonianza di fortificazioni medioevali. La leggenda vuole siano state costruite da Re Arduino, mitica presenza che aleggia in terra canavesana, in lotta contro il nemico straniero. Pont Canavese appartiene all'area linguistica e culturale definita "FRANCOPROVENZALE", costituito da un insieme di parlate che presentano alcuni caratteri tipici della langue d'oeil (francese) e della langue d'oc (occitano o provenzale). Insieme agli occitani e ai Walser è una delle minoranze linguistiche del Piemonte e rappresenta la storia e la cultura di un popolo che non vuole rinnegare il passato e soffocare la propria identità. A Pont nacque il 21 agosto 1872 il filosofo Piero Martinetti.

INDUSTRIA

Pont Canavese è da sempre vivace sede di commerci e privilegiato punto di raccordo tra l'economia prevalentemente silvo-pastorale delle vallate e quella industriale della pianura canavesana.  Fin dallo scorso secolo Pont Canavese fu interessato da un cospicuo sviluppo industriale, che ebbe come principale propulsore l'opificio tessile denominato "Manifattura di Pont", il quale nel 1870 già occupava ben 1500 operai. Gli stabilimenti tessili sorti sulle sponde dei torrenti Orco e Soana, che fornivano l'energia necessaria per far funzionare i macchinari, dopo aver raggiunto l'apice di 2500 dipendenti, entravano in crisi e cessavano di funzionare nel 1964. Oggi le vecchie manifatture pontesi, adeguatamente ristrutturate, sono diventate sedi di importanti lavorazioni meccaniche e di materie plastiche. Sono altresì presenti nel paese industrie che si occupano della lavorazione dei metalli.

ARTIGIANATO
Altro settore di non trascurabile importanza è quello artigianale che, a Pont Canavese, puo' ancora contare su più di cento operatori impegnati nelle discipline che spaziano dalla lavorazione del rame, alla tornitura del legno, dalla pittura artistica al ferro battuto: retaggio di una tradizione secolare che ancora resiste e si rinnova. Esiste un nesso inscindibile tra la cultura artigianale nelle sue poliedriche sfaccettature e la comunit… pontese. Le prime notizie sulla lavorazione del rame nel nostro territorio le abbiamo negli statuti medioevali. In realtà tale industria è antichissima risalendo al tempo dei Salassi. Sono ancora operanti attualmente con metodi antichi alcune officine per la lavorazione del rame. Mentre altra esperienza interessante è quella intrapresa dalla Famiglia Fasana che con una moderna officina vanta una specialistica produzione di rame, pressochè unica in Italia, quella dei porta iniettori dei motori diesel che si ottengono con processo di estrusione, uno stampaggio a freddo piuttosto sofisticato. Il riferimento al rame ha però un significato meramente esemplificativo. Il settore artigianale abbraccia le piu' svariate attivita' dove ognuno traduce in concreto la propria fantasia e la propria creativita'.

MANIFESTAZIONI

ANTICO CARNEVALE
Durante il mese di febbraio l'antico tradizionale Carnevale tipico delle nostre valli,
viene riproposto nella sua originalità dal Gruppo dei Canteir.

MOSTRA DELL' ARTIGIANATO
Il primo sabato e domenica del mese di giugno, gli artigiani locali, in collaborazione con il Comune di Pont, organizzano fin dal 1983 una "MOSTRA ARTIGIANALE" sotto i portici dell'antica via del Commercio oggi via Caviglione.
Per due giorni la porticata via indossa le sue vesti medioevali per una manifestazione unica nel suo genere, in quanto gli artigiani, nei vari stands, offrono ai visitatori una dimostrazione pratica della loro abilità.

FIERE DELL'ANTIQUARIATO E DELLA ROBA USATA
Il secondo sabato sera dei mesi di luglio ed agosto, nel borgo medioevale di Pont si svolge
la caratterista fiera dove vengono esposti oggetti antichi ed usati.

FIERA DI SAN MATTEO
Ancora oggi, il 20 e 21 settembre di ogni anno, la pluricentenaria fiera costituisce un irrinunciabile punto di riferimento per gli allevatori e gli agricoltori delle valli dell'alto Canavese e rimane il momento di maggior dinamicità commerciale del paese.

 
FIERA DI SAN LUCA
Antichissima fiera del bestiame viene oggi riproposta nel centro del paese durante la seconda domenica del mese di ottobre.

 

PROPOSTA DI UN ITINERARIO TURISTICO

 

L'itinerario potrebbe iniziare dal suggestivo borgo medievale del paese, la porticata Via Caviglione che in passato recava il nome di Via del Commercio. Essa rappresentò per molto tempo il principale fulcro dell'attività commerciale ed artigiana del vecchio borgo. Il tratto porticato è interrotto soltanto dallo spiazzo sul quale si affaccia la chiesa di San Francesco, edificata nel 1594. La via ha conservato un aspetto suggestivo, sia di giorno quando sono aperti i caratteristici negozi, sia di sera quando la via viene illuminata. Da Via Caviglione si può raggiungere l'ottocentesca piazza Craveri, dove sulla destra una strada sale alla chiesa di San Costanzo eretta nel 1646 sui resti di un antico castello, modificata ed ingrandita nel 1890. All'interno si può ammirare un bell'organo ligneo barocco. Dalla chiesa di San Costanzo si possono ammirare gli inconfondibili profili delle torri Ferranda e Tellaria che restano a testimonianza di fortificazioni medioevali. Tappe obbligate sono la visita ai due importanti musei: il museo etnologico dei Canteir presso la scuola materna e il museo della plastica presso lo stabilimento Sandretto. Provenendo da Torino, all'altezza della stazione ferroviara, si ha un bel colpo d'occhio sulla chiesa di Santa Maria situata sull'altura del Monte Uliveto, sito di reperti archeologici e probabile primo insediamento di Pont. Proprio in quel luogo sorse una delle prime chiese di tutto il Canavese, fondata secondo la tradizione da Re Arduino intorno al Mille. Successivamente nel 1600, sui ruderi dell'antico edificio, venne costruita la chiesa. Essa era anticamente la parrocchia di un'area molto vasta che comprendeva anche la Valle di Cogne. In conseguenza di ciò i defunti venivano seppelliti qui dopo viaggi lunghi e faticosi. Per raggiungere la chiesa, anzichŠ transitare sul ponte che valica il Soana e conduce a Pont, si prende la strada per Frassinetto. Dopo circa un chilometro e mezzo si giunge alla chiesa posta in una bella posizione panoramica. Un chilometro dopo Pont, sulla destra della strada che sale a Ceresole, si nota l'edificio della "balma". Si tratta di un'antica cascina di 160 mq, interamente costruita sotto un enorme roccione. La veste attuale della costruzione risale alla fine del 700 ma, stando alla leggenda, la "balma" sarebbe stata edificata addirittura da Re Arduino. Inaspettate ed interessanti scoperte per il turista riservano poi le numerose borgate di Pont abbarbicate sulle pendici delle montagne e circondate da fitti boschi particolarmente ricchi di funghi.

 

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