di Carloalberto Chiolerio
(Classe terza media di Pont Canavese)
(Alcune parti sono state tratte da articoli pubblicati su "TUTTO SCIENZE" allegato al quotidiano "LA STAMPA")

 

Dal 13 al 16 ottobre 2000, in Valle d’Aosta e in Piemonte, si è verificata un’alluvione, con effetti più gravi e devastanti della precedente.
La causa è dovuta a una depressione sul Mediterraneo, battezzata “Josefine”, che ha richiamato aria calda dal deserto sahariano. Questa è stata proiettata violentemente sulle Alpi, dopo aver assorbito umidità dal mare ancora caldo, al termine dell’estate. Ma le motivazioni non sono finite qui: una solida alta pressione proveniente dai Balcani, ha agito come un muro di gomma, impedendo, per più giorni, alla perturbazione di allontanarsi verso Oriente.

Inoltre la massa d’aria essendo di origine subtropicale ha collocato la temperatura ad un isoterma di zero gradi alle quote prossime ai 3000 m, quindi ha impedito la formazione della neve. Così le superfici delle valli sono divenute degli “imbuti” costretti ad ingoiare l’acqua prodotta.
Queste sono le motivazioni scientifiche, ma molti geologi e commentatori  attribuiscono parte della colpa all’assenza del “Montanaro”. Questo ripuliva i boschi dalle foglie che adesso lasciano scivolare l’acqua, senza permettere al terreno di assorbirla. Inoltre i montanari costruivano i muriccioli, lungo i pendii dei prati, che impedivano la formazione di frane e smottamenti. La situazione peggiora anche per la mancanza di cura degli alvei  dei torrenti e dei ruscelli, che scorrono dalle pendici dei monti. 

Nell’ultimo decennio si sono verificate due alluvioni, questo ci fa riflettere e capire che il nostro pianeta sta cambiando. Tali cambiamenti consistono nell’ aumento della temperatura, che negli ultimi 100 anni si è alzata di 0,6°. Già da non pochi anni fa  è stato accertato che questi sono dovuti all’uomo. L’ Effetto “serra”, cioè l’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera, ne è, di certo, una delle cause. Ma dei recenti studi hanno individuato nel Sole un’ altra concausa.
Si è ormai certi che il clima risponde all’attività magnetica solare che influenza quella terrestre. Dal 1968 si è iniziato a monitorarla, e da allora  il dinamismo geomagnetico della nostra stella si è innalzato. Però non è ancora chiaro il suo meccanismo, quindi la sua intensità, che è relativa alle variazioni di luminosità e alle macchie solari. In pratica il magnetismo potrebbe calare, ma noi dobbiamo comunque impegnarci a limitare i gas che producono l’effetto “serra”.
Isoterma: linea che congiunge sulle carte geografiche i punti aventi la stessa temperatura media.
(Le fotografie raffigurano il “Ponte della Faiteria” e l’incrocio di “Voira” a Pont Canavese.)        

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